Aggiornamento del Documento Unico di Programmazione e la posizione di Voce Comune
Durante la seduta del Consiglio Comunale del 25 novembre 2025, tra i vari punti all’ordine del giorno, è stato discusso l’aggiornamento del DUP – Documento Unico di Programmazione. Il documento dovrebbe definire obiettivi, progetti e iniziative dell’Amministrazione per l’anno successivo e per l’intero triennio 2025–2027, rappresentando la bussola della pianificazione comunale.
Lo scorso anno il nostro gruppo aveva avanzato osservazioni precise: mancava l’illustrazione delle linee strategiche, l’aggiornamento dei progetti e delle missioni e il DUP riprendeva in gran parte testi dei documenti precedenti, senza considerare il cambio di Amministrazione del 2024.
L’unico aggiornamento rispetto al DUP precedente si limita all’inserimento dei lavori dell’asilo nido, senza alcuna revisione reale o strategia complessiva. Ancora una volta l’Amministrazione ignora le criticità sollevate, dimostrando disinteresse per la pianificazione futura e per le esigenze della comunità a lungo raggio.
Il DUP è lo strumento che dice dove un Comune vuole andare: non aggiornare questo documento significa rinunciare a governare il futuro.
Nessuna nuova strategia, nessun adeguamento rispetto alle questioni irrisolte e sollevate lo scorso anno. Nessuna riflessione sulle priorità da ridefinire in base a contesto demografico, servizi, commercio locale e fragilità del territorio. In sostanza un DUP sostanzialmente invariato.
Non c’è stato alcun confronto sulle opere rilevanti e le emergenze reali — dai rischi idrogeologici al calo demografico e alle fragilità dei servizi — sono completamente ignorate.
Non si è infatti affrontata la questione dei problemi idrogeologici di Muris, San Giacomo e dell’area sportiva che mettono a rischio la sicurezza dei cittadini e richiedono analisi concrete: parliamo di aree che negli ultimi anni hanno già mostrato situazioni critiche durante piogge intense.
Le priorità strategiche che il DUP dovrebbe contenere
Per un Comune come Ragogna servirebbero politiche di medio e lungo periodo fondate su tre priorità strategiche:
1. Sicurezza del territorio, con interventi idrogeologici, monitoraggio delle aree a rischio e azioni di prevenzione, soprattutto nelle zone che negli ultimi anni hanno già mostrato criticità.
2. Demografia, scuola e servizi alle famiglie, affrontando con serietà il calo della popolazione e garantire la stabilità del polo scolastico: è indispensabile programmare ora per continuità, qualità educativa e servizi adeguati capaci di accogliere nuovi residenti.
3. Sviluppo economico locale, sostenendo il commercio di prossimità, contrastando la perdita di esercizi e pianificando una rigenerazione che attragga nuove attività.
Questi temi non sono astratti: derivano da problemi concreti che il territorio già vive. Per affrontarli servono scelte chiare, una visione aperta e una progettualità che guardi oltre il mantenimento dello status quo. Il DUP è lo strumento pensato proprio per questo: analizzare il contesto, definire priorità e costruire un percorso di sviluppo anche attraverso il coinvolgimento della comunità.
Opere pubbliche: numeri importanti e chiarezza assente
Entrando nel dettaglio dei contenuti le criticità principali riguardano il piano delle opere pubbliche. Innanzitutto, la mancanza – nuovamente – di illustrazione delle schede tematiche relative ai progetti a medio termine, oltre ad una articolata e chiara discussione sulle opere pubbliche. Non è stato spiegato il perché delle opere, né quali siano le esigenze reali che dovrebbero guidarle. Alcune infrastrutture potrebbero essere utili ma senza un’illustrazione chiara dell’assetto complessivo dell’Amministrazione il piano appare improvvisato e privo di visione.
Oltre ai numeri, emerge una totale assenza di chiarezza. Abbiamo chiesto spiegazioni chiare su coperture finanziarie, motivazioni dei progetti e aggiornamenti ma la maggioranza ha continuato a evitare qualsiasi risposta concreta. Il volume complessivo delle opere, superiore agli 8 milioni di euro, che considerando i contributi pubblici medi annuali di circa 1,4 milioni, richiederebbe più di 6 anni per essere completato.
Abbiamo ricordato come sarebbe stato necessario discutere in modo più approfondito delle opere, cercando di verificare le motivazioni alla base delle stesse e se il contesto preveda ancora che siano realizzate. Per esempio, ulteriori investimenti sul Museo della Grande Guerra piuttosto che la costruzione di un nuovo palazzetto dello sport o ancora la conversione del centro sociale di Muris.
Il DUP come occasione persa
Il Documento Unico di Programmazione non è un semplice adempimento burocratico: dovrebbe guidare le scelte dell’Amministrazione, indicare una visione e fornire trasparenza alla comunità. Lasciare il DUP invariato significa abbandonare ogni responsabilità sulla programmazione del futuro, ignorare deliberatamente temi cruciali per la comunità e ridurre la pianificazione comunale a un mero adempimento burocratico.
Per questo motivo Voce Comune ha votato convintamente contro l’aggiornamento del DUP, coerentemente con la posizione espressa già alla prima approvazione del dicembre 2024.
Continueremo a chiedere chiarezza, approfondimento e pianificazione concreta. Ragogna merita un’amministrazione che guardi avanti, non documenti copiati e incollati anno dopo anno. Il DUP deve essere uno strumento di visione, non un adempimento formale: su questo continueremo a intervenire con determinazione.
Noi preferiremmo una comunità che programma, discute e decide.
