4. Comodato d’uso Pieve e campanile del Castello

Nella seduta del 28 aprile, il quinto punto all’ordine del giorno prevedeva l’approvazione del nuovo contratto di comodato tra il Comune di Ragogna e la Parrocchia di San Pietro per l’utilizzo della chiesetta e del campanile presenti presso il Castello di San Pietro.

Si tratta di uno spazio di particolare valore storico e culturale che il Comune utilizza da oltre vent’anni per eventi, concerti, mostre e iniziative pubbliche. Il precedente contratto di comodato era scaduto e l’Amministrazione ha quindi proposto il rinnovo dell’accordo per ulteriori dieci anni.

Nel nostro intervento abbiamo riconosciuto l’importanza di garantire la continuità nell’utilizzo di questi spazi e la loro disponibilità per attività culturali e di interesse pubblico. Allo stesso tempo abbiamo evidenziato alcuni aspetti che, a nostro avviso, meritano particolare attenzione.

Un contratto che concentra oneri e responsabilità sul Comune

Dal testo emerge infatti come tutti gli oneri economici legati all’utilizzo del bene siano a carico del Comune, comprese le spese di manutenzione ordinaria e straordinaria, oltre alle responsabilità connesse all’utilizzo degli immobili.

Proprio questo aspetto rappresenta il principale elemento di criticità. La durata del comodato è fissata in dieci anni e il rinnovo successivo non è automatico né garantito. Ciò significa che il Comune potrebbe trovarsi a sostenere nel tempo interventi anche significativi su un bene che non è di sua proprietà, senza avere la certezza di poter continuare ad utilizzarlo oltre la scadenza del contratto.

Abbiamo inoltre evidenziato come non risulti sia stata effettuata una valutazione tecnica sullo stato del bene, né sotto il profilo strutturale né sotto quello manutentivo. Una verifica preventiva appare particolarmente importante considerando il valore storico del complesso e la presenza di elementi di pregio artistico come gli affreschi presenti all’interno della chiesetta.

Nel corso della discussione abbiamo sottolineato che, nel caso in cui dovessero emergere in futuro problemi strutturali o interventi straordinari non coperti da specifiche tutele, il rischio sarebbe quello di dover sostenere spese rilevanti con risorse comunali su un immobile che resta di proprietà della Parrocchia.

I chiarimenti richiesti e il voto finale

Per questi motivi abbiamo chiesto se fosse stata effettuata una perizia tecnica sullo stato di conservazione del bene, se le clausole relative alla manutenzione straordinaria fossero già presenti nel precedente contratto e quali fossero le modalità di gestione concreta degli spazi, dall’apertura al controllo degli accessi fino alla programmazione delle attività.

Particolare attenzione è stata posta anche sul tema assicurativo. Alla richiesta di chiarimento formulata in aula, il Sindaco ha confermato la presenza di una copertura assicurativa, mentre l’Assessore esterno Mirco Daffarra ha precisato che verrà verificato se tale copertura comprenda effettivamente anche la Pieve. Riguardo alle condizioni del precedente contratto, l’Assessore Daffarra ha indicato che si tratta del medesimo testo, senza aggiungere altro.

Diversi altri aspetti sollevati durante il dibattito non hanno invece trovato una risposta puntuale nel corso della seduta, in particolare riguardo allo stato manutentivo del bene e alle modalità di utilizzo e valorizzazione degli spazi nel prossimo decennio.

Come gruppo Voce Comune abbiamo espresso voto di astensione, mentre la delibera è stata approvata dalla maggioranza e dall’altro gruppo di opposizione. La nostra è una scelta che non mette in discussione il valore culturale della Pieve e del campanile del Castello né l’opportunità di mantenerli disponibili per la comunità, ma che richiama l’attenzione sulla necessità di valutare con attenzione costi, responsabilità e impegni che il Comune assume nel tempo attraverso questo accordo.


Il resoconto del Consiglio Comunale del 28 aprile 2026 è suddiviso in otto articoli specifici, uno per argomento, che si trovano a questa pagina.